Ieri sera ho visto che tempo che fa e non potevo certo perdermi la performance della littizzetto,che ogni volta mi fa spisciare.Cmq nel turbinio delle sue battute accenna alla parabola del figliol prodigo.Ho letto su internet la parabola,e mi sono venute alcune riflessioni.Innanzitutto trovo ripugnante che il figlio maggiore che con amore è stato d'aiuto al padre venga trattato peggio di colui che ha fatto danni a più non posso.Specifico che secondo me il padre giustamente debba festeggiare il figlio ritrovato,ma che sia altrettanto giusto non dare per scontato l'affetto del figlio maggiore.Buffa è l'interpretazione dei cristiani che accusano addirittura il figlio maggiore di invidia e di essere una figura cupa.Della serie"Oltre il danno anche la beffa".
Credo che questo atteggiamento del padre sia emblematico dell'atteggiamento diffuso nella nostra società.Non mi riferisco solo al rapporto padre figlio,ma la mia riflessione è ampliata a ogni tipo di rapporto,d'amore,di amicizia,di lavoro ecc..Chi si ribella,chi si comporta male,chi fa danni,non solo viene perdonato con facilità ma viene trattato meglio di chi cerca di comportarsi sempre bene,o comunque mostra rispetto e amore.C'è una generale sottovalutazione del comportamento corretto,anche nella società moderna,nonostante i vangeli siano stati scritti in anni ben lontani.La cosa triste è che in duemila anni nulla è cambiato.Carotenuto,noto psicoterapeuta,ha scritto"Potere agli incompetenti",intendendo dire che chi meno fa,meno è capace,viene fregiato di un potere superiore a chi invece è molto più capace.Un fatto alla quale non si riesce a dare spiegazione,proprio perchè paradossale
Passiamo alla dissertazione religiosa.La parabola è simbolo dell'amore incondizionato di Dio verso gli uomini.Allora mi chiedo,che senso ha servire Dio se tanto ,anche quando non lo si serve ,perdona lo stesso???Non è paradossale come la chiesa, da una parte afferma che bisogna essere onesti,giusti,buoni,non uccidere ecc.ecc. e dall'altra arriva con concetti come il perdono di ogni peccato e a momenti la svalutazione di chi è rimasto fedele a Dio???Come pensa di spronare le persone a migliorarsi?Parte dello schifo del mondo credo derivi anche dalla chiesa,che scindo dal credo in sè.Non offre una morale alla quale attenersi,non offre mezzi per la crescita spirituale,ma solo mezzi per fare sempre e comunque come pare e piace.Non c'è dunque da meravigliarsi che i mafiosi siano tanto dediti alla religione,non credete???
(Riporto quì sotto la parabola per chì volesse rileggersela..)
Dal Vangelo secondo Luca (capitolo15, versetti 11-32) «Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre.
«Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.
«Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. Il servo gli rispose: È tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».