Credo che questo atteggiamento del padre sia emblematico dell'atteggiamento diffuso nella nostra società.Non mi riferisco solo al rapporto padre figlio,ma la mia riflessione è ampliata a ogni tipo di rapporto,d'amore,di amicizia,di lavoro ecc..Chi si ribella,chi si comporta male,chi fa danni,non solo viene perdonato con facilità ma viene trattato meglio di chi cerca di comportarsi sempre bene,o comunque mostra rispetto e amore.C'è una generale sottovalutazione del comportamento corretto,anche nella società moderna,nonostante i vangeli siano stati scritti in anni ben lontani.La cosa triste è che in duemila anni nulla è cambiato.Carotenuto,noto psicoterapeuta,ha scritto"Potere agli incompetenti",intendendo dire che chi meno fa,meno è capace,viene fregiato di un potere superiore a chi invece è molto più capace.Un fatto alla quale non si riesce a dare spiegazione,proprio perchè paradossale
Passiamo alla dissertazione religiosa.La parabola è simbolo dell'amore incondizionato di Dio verso gli uomini.Allora mi chiedo,che senso ha servire Dio se tanto ,anche quando non lo si serve ,perdona lo stesso???Non è paradossale come la chiesa, da una parte afferma che bisogna essere onesti,giusti,buoni,non uccidere ecc.ecc. e dall'altra arriva con concetti come il perdono di ogni peccato e a momenti la svalutazione di chi è rimasto fedele a Dio???Come pensa di spronare le persone a migliorarsi?Parte dello schifo del mondo credo derivi anche dalla chiesa,che scindo dal credo in sè.Non offre una morale alla quale attenersi,non offre mezzi per la crescita spirituale,ma solo mezzi per fare sempre e comunque come pare e piace.Non c'è dunque da meravigliarsi che i mafiosi siano tanto dediti alla religione,non credete???
(Riporto quì sotto la parabola per chì volesse rileggersela..)
Dal Vangelo secondo Luca (capitolo15, versetti 11-32)
«Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre.
«Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.
«Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. Il servo gli rispose: È tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».

11 commenti:
?? ma che cacchio centra quello scritto sopra ?
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La parabola del figliol prodico è la parabola meno capita della storia, e sicuramente la più abusata.
Il concetto della parabola non é l'amore di Dio ma il concetto di amore incondizionato.
Il padre festeggia per il ritorno del figlio perché lui lo ama quanto il fratello indipendentemente da quello che ha fatto. Questa è una cosa che il fratello non riesce ad accettare perché convinto che l'amore si possa misurare e che ad ogni servigio da lui effettuato il adre aumentava quell'amore, magari a scapito di quello del fratello minore.
Quando vide che questo non era vero, si risentì degli anni spesi come se fossero stati privi di significato, e convinto di "possedere" l'amore del padre se ne sente privato e cade vittima della gelosia.
In verità il comportamento del padre è un qualcosa che la nostra società non ha mai conosciuto, ed è ben lontano da essere un'atteggiamento diffuso.
E' proprio la convinzione che i buoni sentimenti vengano in qualche modo ripagato che fa sì di comportarsi con "interesse", e mai in maniera disinteressata.
Nonostante questo, hai ragione a dire che i comportamenti "socialmente" corretti sono sottovalutati e dissacrati dalla nostra società, a differenza di quanto è accaduto generazioni prima (in 2K anni ne sono cabiate un bbotto di cose).
Ai dubbi di carotenuto si è tentato di rispondere con un discreto successo nel campo della biologia e della logica. Noi ci stiamo rincretinendo con il passare degli anni, e le facoltà che permettono la scalata della società non sono più quelle che conosciamo ma divengono altre.
Per il tuo dubbio religioso la risposta sta esattamente dove poni la domanda: Che senso ha servire Dio se tanto perdona lo stesso ? nessuno. Non si "serve Dio" per avere una ualche ricompensa o per finire in paradiso. Scommetto che molti, anzi quasi tutti, lo fanno per questo, ma tanta gente talmente superiore a noi da farci sparire al suo confronto, no.
Il servire Dio in base ad una ricompensa che verrebbe comunque data a chi si confessa è una delle contradizioni della chiesa, che come a ragione tu dici è un male in seno, come tutte le religioni di questo mondo nefasto.
Guarda che io non ho spiegato il senso cattolico della parabola.
La giustizia non esiste. Il senso di giustizia è solo il senso di rivalsa mascherato da eguaglianza. La cosa che da fastidio al figlio maggiore non è la "mancanza di giustizia", ma la differenza di trattamento a scapito suo.
Se il padre avesse premiato il figlio maggiore per i suoi lavori ogni giorno, lui si sarebbe comunque risentito del trattamento riservato al fratello. Chi ha dei fratelli può benissimo ricordare molte esperienze del genere.
Che il padre mostri o non mostri l'amore per il figlio al figlio non deve importare. E' proprio ciò di cui parlavo prima: la fissazione che ogni azione porti ad una conseguenza pratica.
Se l'amore del figlio fosse davvero disinteressato non gli importerebbe se il padre ricambia oppure no. Mentre l'amore del padre verso il figlio minore è disinteressato proprio perché non gli importa di ciò che ha fatto, lo ama comunque.
Non è questione di dimostrare.
TU SEI CIO' CHE AMI, NON CIO' CHE AMA TE.
Per la chiesa, ho già detto che sono daccordo con te ..
- Non lo dice Gesù. Semmai qualcuno ha scritto che lo diceva.
- Il perdono NON viene dal pentimento, anzi direi che non centra un cazzo, come ti viene in metne una cappellata simile ?
Ti perdono solo perché sei moribondo in ospedale ..
- Ma dov'è che si parla di eredita ? E poi te che ne sai ? Hai visto il seguito nel "vangelo II" ?
- L'enigma infatti era proprio perché qualcuno dovrebbe scrivere un post in inglese qui ..
Per quanto mi piacerebbe darti ragione rimane il dubbio che noi non lo potremmo mai sapere con certezza se Gesù lo ha detto ha detto questa parabola per davvero o no.
Io non stò parlando del perdono in generale, stò parlando del perdono inteso nella parabola, e cmnqe inteso da Gesù in questa parabola. In teoria Dio ti guarda dentro, se te ti penti allora sei perdonato. Ecco il perchè della confessione finale ai condannati a morte e la loro ultima possibilità di pentirsi e, quindi, di essere perdonati.
Non sai leggere...
Il vecchio divide l'eredità in parti uguali ai due fratell, in più si lascia qualcosa per sè.
Nel discorso finale al fratello più grande gli dice che tutto ciò che è suo diventerà poi a lui.
Quello dell'inglese è uno dei grandi misteri della vita:)
io non saprò leggere (un pò come dire che te non sai suonare la chitarra) ma l'eredità l'hai inventata te. "tutto ciò che è mio è tuo" non significa "quando stiro ti prendi tutto" .... è una tua visione moolto personale ...
Mi sa che amedeus ti ha drogato ..
scusa eh, ma se il padre dice al figlio, tutto ciò che mio è tuo quando il padre muore allora di chi è?
Chi è amedeus?
E' quello dell"eredità".
"Tutto ciò che è mio è tuo" è una frase che significa CONDIVISIONE. Non ha detto "Tutto ciò che è mio sarà tuo", che significa TRAMANDARE o SUCCEDERE, ovvero eredità.
Il tuo è un modo personale divederla, mica dico niente, ma non si parla di eredità qua. Inoltre non puoi immaginare tutto un futuro di una parabola e trovare lì il significato della stessa. Le parabole iniziano e finiscono nel testo, la morale religiosa si trova là, non in alcune previsioni.
Altrimenti io posso anche dire che il figlio più piccolo muore un secondo dopo aver mangiato il capretto grasso perché il padre l'aveva avvelenato e la morale della parabola è la vendetta ... non funziona così !!
vabbè lascia stare l'eredità, che cmnqe il padre aveva già dato prima.
Cmnqe alla fine gli ha fatto la festa perchè è tornato pentito e ha capito di aver sbagliato.
Sai se il figlio tornava e diceva:"Babbo! Son tornato però non c'ho più niente, non è che c'hai quarche euri che me li spendo dar Ventresca per una birra?""
Sai i calci in culo che ci pigliava se tornava così?
eheheh
cmq ho saputo da fonti certe che il figlio minore ricattava il padre con delle foto compromettenti con il viados della zona, il famoso golia, l'uomo nero dai guanti bianchi.
Il figlio maggiore invece, se la faceva con le pecore.
Edo = LSD
Edo = Ode
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